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| Dall'Indice
analitico di Tra il cristallo e la fiamma:
surrealismo; 32; 89; 153; 161;
183; 277; 319; 423; 431; 554; 582; 591
- di Calvino; 32; 203;
207; 396; 419; 425; 426; 594 |
Surrealismo
| Landolfi
Tommaso Landolfi (1908-1979)
scrittore italiano dai «raffinati pastiches tra
romanticismo nero e surrealismo e pigrizia meridionale». |
| Palazzeschi
Aldo Palazzeschi (1885-1974) «poeta e narratore
di straordinaria leggerezza nella sua immaginazione grottesca».
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| Bontempelli
Massimo Bontempelli (1878-1960)
scrittore, giornalista e conferenziere; figura di rilievo
nella cultura italiana degli anni 30 e 40. |
| Pirandello
Luigi Pirandello (1867-1936) scrittore
e commediografo del primo Novecento. |
| Breton
André Breton (1896-1966)
teorico del surrealismo, scrittore di narrativa, saggistica
e poesia.
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Surrealismo e Calvino |
Movimento artistico
e culturale sorto in Francia nel 1924 e rimasto vitale fino al 1939 (la
chiusura ufficiale è del 1969) che si proponeva di liberare la
più profonda energia dell'io e di tracciare una nuova dimensione
dell'immaginario nelle varie forme di arte, muovendo dalla liberazione
dell'inconscio, dall'aggancio con le forme magiche della tradizione ermetica,
dall'umorismo, dall'erotismo e dal fantastico.
Scrittura automatica e atto gratuito sono elementi caratteristici.
Animatore e teorico del movimento
fu André Breton
che nel primo Manifeste
du surrealisme (1924) dichiara l'intenzione del surrealismo
di uscire dalla rigidità degli schemi razionali della fattualitą per liberare i significati latenti e autentici delle
regioni più inesplorate dell'io.
Se sul movimento agisce il fascino dei richiami profondi
dell'animo espresso nelle poesie di Baudelaire, di Novalis, di Rimbaud
e la forza polemica dei dadaisti, sono le scoperte della psicanalisi
che consentono al surrealismo di valorizzare il sogno, la follia, l'automatismo
psichico, il desiderio, l'erotismo per operare la saldatura tra realtà
e mondo onirico, tra ragione e non-ragione, di cui il movimento si fa
promotore.
Nel rifiuto delle convenzioni borghesi il surrealismo
intende affrancare l'esperienza umana da ogni forma di oppressione razionale,
morale o estetica, liberando le energie più recondite e sotterranee,
attingendo alle forme passate del fantastico e alle tradizioni dell'alchimia,
dell'ermetismo, della magia rilette in chiave laica e moderna.
Il suo progetto è di una liberazione totale
dell'uomo che se trova nell'analogia, nella scrittura automatica, nell'automatismo
psichico, nell'umorismo gli strumenti per dar libero corso all'espressione
artistica dell'inconscio, vede nella prospettiva di un comunismo libertario
la via per l'affrancamento sociale.
L'esperienza surrealista attraversa le forme più
diverse di comunicazione: in pittura spiccano i nomi di Dalì,
Mirò, Ernst e il primo Picasso; nel teatro Artaud; nel cinema
Buñuel.
In Italia il surrealismo, anticipato dall'esperienza
della pittura
metafisica che gli aveva fornito motivi e punti di riferimento,
entrò in letteratura attraverso la proposizione del suo immaginario
che influenzò il realismo magico di Bontempelli,
l'ultimo Pirandello
e la novellistica di Palazzeschi
e di Landolfi.
| Surrealismo e Calvino |
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È improprio parlare di surrealismo
a proposito di Calvino. Egli stesso nelle Lezioni americane
insiste a prendere le distanze dalle parole in libertà di questo
movimento. Il suo non è il volo della piuma. La sua è
una trasfigurazione fantastica dei problemi esistenziali, puntualmente
controllata dalla ragione. Più corretta e calzante è la
categoria del “fantastico figurale”, ossia di un fantastico
che è, in analogia con la categoria auerbachiana, figura della
realtà.
Cfr. A. Piacentini, Tra il cristallo e la fiamma,
pp. 396-398 e alle voci “Fantastico” e “Figurale”.
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