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Dall'Indice analitico di Tra il cristallo e la fiamma:

   surrealismo; 32; 89; 153; 161; 183; 277; 319; 423; 431; 554; 582; 591
       - di Calvino; 32; 203; 207; 396; 419; 425; 426; 594


Surrealismo Surrealismo e Calvino

   Movimento artistico e culturale sorto in Francia nel 1924 e rimasto vitale fino al 1939 (la chiusura ufficiale è del 1969) che si proponeva di liberare la più profonda energia dell'io e di tracciare una nuova dimensione dell'immaginario nelle varie forme di arte, muovendo dalla liberazione dell'inconscio, dall'aggancio con le forme magiche della tradizione ermetica, dall'umorismo, dall'erotismo e dal fantastico.
   Scrittura automatica e atto gratuito sono elementi caratteristici.


   Animatore e teorico del movimento fu André Breton che nel primo Manifeste du surrealisme (1924) dichiara l'intenzione del surrealismo di uscire dalla rigidità degli schemi razionali della fattualitą per liberare i significati latenti e autentici delle regioni più inesplorate dell'io.
   Se sul movimento agisce il fascino dei richiami profondi dell'animo espresso nelle poesie di Baudelaire, di Novalis, di Rimbaud e la forza polemica dei dadaisti, sono le scoperte della psicanalisi che consentono al surrealismo di valorizzare il sogno, la follia, l'automatismo psichico, il desiderio, l'erotismo per operare la saldatura tra realtà e mondo onirico, tra ragione e non-ragione, di cui il movimento si fa promotore.
   Nel rifiuto delle convenzioni borghesi il surrealismo intende affrancare l'esperienza umana da ogni forma di oppressione razionale, morale o estetica, liberando le energie più recondite e sotterranee, attingendo alle forme passate del fantastico e alle tradizioni dell'alchimia, dell'ermetismo, della magia rilette in chiave laica e moderna.
   Il suo progetto è di una liberazione totale dell'uomo che se trova nell'analogia, nella scrittura automatica, nell'automatismo psichico, nell'umorismo gli strumenti per dar libero corso all'espressione artistica dell'inconscio, vede nella prospettiva di un comunismo libertario la via per l'affrancamento sociale.
   L'esperienza surrealista attraversa le forme più diverse di comunicazione: in pittura spiccano i nomi di Dalì, Mirò, Ernst e il primo Picasso; nel teatro Artaud; nel cinema Buñuel.
   In Italia il surrealismo, anticipato dall'esperienza della pittura metafisica che gli aveva fornito motivi e punti di riferimento, entrò in letteratura attraverso la proposizione del suo immaginario che influenzò il realismo magico di Bontempelli, l'ultimo Pirandello e la novellistica di Palazzeschi e di Landolfi.

Surrealismo e Calvino

   È improprio parlare di surrealismo a proposito di Calvino. Egli stesso nelle Lezioni americane insiste a prendere le distanze dalle parole in libertà di questo movimento. Il suo non è il volo della piuma. La sua è una trasfigurazione fantastica dei problemi esistenziali, puntualmente controllata dalla ragione. Più corretta e calzante è la categoria del “fantastico figurale”, ossia di un fantastico che è, in analogia con la categoria auerbachiana, figura della realtà.
   Cfr. A. Piacentini, Tra il cristallo e la fiamma, pp. 396-398 e alle voci “Fantastico” e “Figurale”.