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| Dall'Indice
analitico di Tra il cristallo e la fiamma:
strutturalismo; 32; 59;
104; 195; 206-207; 209; 257; 283; 314; 317-323; 328; 337;
353-354; 380; 395; 553; 579; 589; 594; 598; 605
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Orientamento teorico
e metodologico che, muovendo dall'assunto che all'interno di ogni
realtà sia essa di ordine fisico, biologico o culturale gli
elementi costituenti stanno in un rapporto di reciproca interdipendenza
e interazione, ricerca all'interno di essa gli elementi costanti
che, condizionandosi e interagendo, ne costituiscono l'organizzazione,
ossia la struttura.
| Saussure
Ferdinand de Saussure (1857-1913)
linguista svizzero. |
| Semiotica
Disciplina che si occupa dello studio
del segno nei più diversi tipi di comunicazione.
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Strutturalismo e scienze umane |
Introdotto all'inizio del Novecento in linguistica
sulla scia delle analisi saussuriane,
lo strutturalismo, superando l'ambito d'origine, diventa strumento
d'indagine in numerosi campi, specialmente delle scienze umane,
fino a permearne l'intero sistema, per raggiungere i più
fecondi risultati nella Francia degli anni Cinquanta e Sessanta.
Equilibri funzionali, strutture profonde, catene di relazioni,
costanti - indipendenti da storia e geografia, da tempo e spazio
-, forniscono strumenti interpretativi alla psicologia, all'antropologia,
alla sociologia, alla semiotica,
alla critica letteraria...
Le modalità di applicazione sono diverse, tanto
da essere lo strutturalismo un concetto tutt'altro che univoco,
se non nella definizione dei criteri metodologici:
1. la “totalità”, per cui
la globalità dell'insieme è sempre qualche cosa di
diverso rispetto alla somma delle funzioni dei singoli elementi;
2. l'“immanenza” nel senso della
esclusione del ricorso ad elementi interpretativi esterni alla struttura;
3. la “sincronia” come momento privilegiato
di ricerca.
L'individuazione di strutture indipendenti dall'agire
dell'uomo, l'evidenziazione dell'incidenza e del ruolo assolto nelle
esperienze e nei rapporti umani dalle strutture, inseriscono l'uomo
in una realtà regolata da una catena di relazioni e di equilibri
sottratti ai suoi propositi e ai suoi intendimenti, postulati dalla
prospettiva antropocentrica della visione umanistica. Per il suo
anti-umanesimo lo strutturalismo è stato bersaglio di numerosi
interventi polemici.
| Piaget
Jean Piaget (1896-1980) psicologo
svizzero. |
| Lacan
Jaques Lacan (1901-1981)
psicanalista francese. |
| Lévi-Strauss
Claude Lévi-Strauss (1908),
antropologo francese. |
| Jakobson
Roman Jakobson (1896-1982)
linguista russo. Definisce le funzioni del linguaggio. |
| Propp
Propp Vladimir (1895-1970)
studioso di folclore, esponente del formalismo russo. |
| Contini
Gianfranco Contini (1912-1990) filologo
e critico letterario |
| Auerbach Erich
Auerbach (1892-1957) filologo e critico tedesco, studioso
di filologia romanza.
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| Bachtin
Michail Michajlovič Bachtin
(1895-1975) critico letterario russo. |
| Starobinski
Jean Starobinski (n. nel 1920) critico
letterario svizzero di lingua francese, autorevole
esponente della “nouvelle critique”.
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Barthes
Ronald Barthes (1915-1980), critico,
saggista e semiologo francese.
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| «Tel Quel»
Rivista francese di
matrice strutturalista, pubblicata tra il 1960 e il
1982. |
| Nouvelle critique
Definizione con cui
viene indicato quell'insieme di tendenze critiche,
i cui primi saggi apparvero nella Francia dei primi
anni Cinquanta, emerse da una pratica di lettura che
si avvale dell'apporto delle diverse scienze umane
e che evidenzia la rete di relazioni tra l'opera,
l'autore, il contesto culturale, gli strumenti stilistici.
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| Nouveau roman
Esperienze narrative
di alcuni scrittori francesi che tra gli anni Cinquanta
e Settanta si sono riconosciuti nell'intenzione di
rinnovare il genere romanzesco rifiutando i parametri
convenzionali, consolidati dal realismo ottocentesco,
a favore di una scrittura neutra e scevra da ogni
suggestione antropologica. |
| Eco
Umberto Eco (1932)
semiologo e scrittore attento alle tendenze più
stimolanti del pensiero contemporaneo. |
| Combinatoria
Studia le possibilità
di combinare in tutti i modi possibili degli elementi
semplici dati, secondo una regola prescritta. |
| Queneau
Raimond Queneau (1903-1976)
scrittore, matematico e linguista. |
| Oulipo (Ouvroir
de littérature potentielle)
Gruppo fondato da
Raimond Queneau e François Le Lionnais nel
1960 con lo scopo di «proporre agli scrittori
nuove “strutture” di natura matematica
oppure inventare nuovi procedimenti artificiali o
meccanici» per supportare l'ispirazione e la
creatività. |
Un percorso attraverso lo strutturalismo
| Antropologia culturale
Lo studio del complesso
delle abitudini, credenze, istituzioni, comportamenti,
valori a cui un gruppo fa riferimento nella vita pratica
e materiale, nella vita di relazione e nella rappresentazione
della realtà. |
| Chomsky
Noam Chomsky (1928)
linguista statunitense noto come fondatore del generativismo.
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Il primo campo di
applicazione dello strutturalismo al di fuori della linguistica
- che ha eretto i suoi santuari con gli studi di Saussure, della
Scuola di Copenagen, della Scuola di Praga, di Jakobson
e di Chomsky
- è stata l'antropologia
con le ricerche di Lévi-Strauss,
diventate punto d'incontro anche per altri
ambiti di ricerca, quali per esempio la prospettiva psicanalitica
di Lacan.
Se Lévi-Strauss e Lacan parlano di strutture transindividuali,
lasciando intravedere uno spirito umano e un inconscio collettivo
sempre uguali a se stessi, Piaget
sottolinea una funzione dinamica della struttura che esclude ogni
innatismo.
I procedimenti metodologici utilizzati
in campo linguistico non potevano non produrre suggestioni nell'ambito
della critica letteraria orientata da un lato verso l'individuazione
della struttura globale dell'opera o della struttura di un genere
letterario (Propp
con la fiaba, Barthes
con il racconto) e dall'altro verso l'analisi degli aspetti formali
del testo (il formalismo
russo, sia pure attraverso canali autonomi).
Gli strumenti della linguistica strutturale (norma-scarto,
stratificazione di linguaggi, registri) non mancano di fornire suggestioni
alla critica stilistica - anche nella versione della variantistica
(vedi Contini),
alla lettura sociostilistica di Auerbach,
al formalismo di Bachtin,
spesso in un complesso intreccio di reciproci rimandi difficilmente
districabili, alla critica tematica di Starobinski,
e a quei filoni che fanno variamente riferimento a Barthes, come
il gruppo di «Tel
Quel», la «nouvelle
critique», il «nouveau
roman» o le teorie del testo e della scrittura.
| Althusser
Louis Althusser (1918-1990) filosofo francese. |
| Foucault
Michel Foucault (1926-1984) filosofo francese
e storico della cultura. |
Dall'universo barthiano muove anche
la semiotica, che ha esteso il campo di applicazione dei criteri
strutturalisti dalla linguistica al più complesso mondo dei
segni dove non sono mancati gli apporti della combinatoria
di Queneau
e del gruppo dell'Oulipo
e i contributi della cultura italiana in cui spiccano i nomi di
Eco
e del Calvino di Se una notte d'inverno un viaggiatore
e del Castello
dei destini incrociati.
Non sono mancati punti di congiunzione della linguistica
strutturalistica con la teoria
dell'informazione dove lo studio statistico delle ricorrenze
mette in evidenza come il linguaggio comune esprima un massimo grado
di ridondanza, mentre il linguaggio letterario tende verso un massimo
grado di entropia.
Il panorama fin qui tracciato si propone semplicemente
di indicare un possibile percorso attraverso lo strutturalismo utilizzando
autori o tendenze presenti nell'ipertesto.
Per un resoconto meno lacunoso occorre ricordare almeno
i contributi di Foucault
che nel tracciare le dinamiche sociali e culturali del nostro tempo
poneva in evidenza le costanti del rapporto tra sapere, potere e
repressione e di Althusser
- che per altro rifiutava l'etichetta strutturalista - il quale
oltre ad aver fornito un'interpretazione strutturalista del marxismo,
ha evidenziato le relazioni intercorrenti tra le varie istituzioni
(economia, religione, cultura...) presenti nella società.
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