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Stilistica
| Lo stilus,
la cannuccia appuntita con cui i romani scrivevano sulle
tavolette cerate, passò ben presto ad indicare la
forma dello scrivere. |
| Romanticismo
Vasto e complesso movimento
culturale e artistico che si diffuse in Europa tra la
fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento,
determinandone una radicale svolta nel costume e nella
sensibilità, contraddistinto dal culto delle passioni
e dei valori dell'individuo, di cui viene esaltata la
potenzialità creativa, dall'idea di una storia
in continuo progresso, dalla riscoperta delle tradizioni
nazionali e dalla visione di una natura percorsa da un
flusso vitale.
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Studio storico-critico
dello stile
di un autore, di un'epoca o di un genere
letterario alla ricerca delle soluzioni linguistiche che ne caratterizzano
la specificità.
Rispetto al carattere prescrittivo della retorica
antica, da cui pur deriva, la stilistica si differenzia per l'approccio
esclusivamente descrittivo teso a individuare il valore delle scelte specifiche
di un autore all'interno del codice
linguistico e lo scarto che lo allontana dall'uso linguistico medio; o,
più in generale, studia le particolarità di un'epoca o di
un genere letterario rapportato ad altri.
| Metonìmia
Sostituzione di un termine proprio
con uno figurato al quale è legato da un rapporto di contiguità. |
| Retorica
Arte e regole del bel parlare
con intento persuasivo. |
| Stile
L'insieme dei tratti formali che caratterizzano
un autore, un'opera, un periodo artistico. |
| Generi letterari
Tipologia delle opere letterarie basata sulle
caratteristiche di forma e di contenuto, codificate dalla tradizione. |
| Codice
Insieme di segnali e di regole
per la produzione e l'interpretazione del messaggio. |
| Aristotele
Aristotele (384-322 a. C.) filosofo
greco, allievo di Platone del quale criticava per altro la teoria
delle idee, ispiratore del pensiero filosofico del medioevo cristiano.
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La tripartizione
classica degli stili
(lo stile sublime dei temi mitici ed eroici della tragedia, lo stile medio
del “divertimento leggero, variopinto ed elegante”, lo stile
umile della forma grottesca e comica) con il suo apparato prescrittivo
si trasmise sostanzialmente inalterata fino al romanticismo, poiché
l'unica trasgressione - la mescolanza di stili della Divina Commedia
- non aveva avuto imitatori, arginata dal successivo rinvenimento della
Poetica di Aristotele.
Soltanto il riguardo dei romantici
nei confronti della creatività individuale e delle componenti sociali,
psicologiche e ideologiche sviluppò l'attenzione verso la libertà
dell'artista, spiazzando gli strumenti d'analisi della stilistica tradizionale,
concentrati sugli aspetti normativo-formali dell'opera letteraria. Le
tecniche retoriche caddero così in disuso.
A cavallo tra Otto e Novecento, si sviluppò una
nuova stilistica che recuperava, ripulita da finalità precettive,
la retorica tradizionale senza trascurare l'attenzione per quegli aspetti
che rendono originale l'opera letteraria.
L'interesse verso le implicazioni espressive ed affettive del linguaggio,
desumibili dalle scelte linguistiche devianti rispetto alla norma linguistica
in uso, trovava in alcune figure della retorica, in particolare la metafora
e la metonimia,
adeguati elementi di individuazione degli aspetti connotanti il linguaggio.
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