| |
| Dall'Indice
analitico di Tra il cristallo e la fiamma:
Perec Georges;
28; 108; 154; 160; 161; 197; 203; 211; 515-519; 539; 553-554;
558; 561; 563; 567; 570-571; 575; 577-578; 580-581; 583-584; 586-591;
593-595; 597; 609-611
- La vita istruzioni per
l’uso ; 560; 579; 580; 582-583; 586; 587 |
| Combinatoria
Studia le possibilità di
combinare in tutti i modi possibili degli elementi semplici dati,
secondo una regola prescritta. |
| Queneau
Raimond Queneau (1903-1976) scrittore,
matematico e linguista. |
| Oulipo (Ouvroir de littérature
potentielle)
Gruppo fondato da Raimond Queneau
e François Le Lionnais nel 1960 con lo scopo di «proporre
agli scrittori nuove “strutture” di natura matematica
oppure inventare nuovi procedimenti artificiali o meccanici»
per supportare l'ispirazione e la creatività. |
Georges Perec (1936-1982)
scrittore francese che con i giochi combinatori del linguaggio ha modellato
un'immagine del mondo.
Dopo gli studi in sociologia
e la collaborazione a numerose riviste, nel 1970 Perec entrò a
far parte dell'Oulipo
stringendo rapporti d'amicizia con Queneau.
L'esordio come romanziere è del 1965 con Les choses, minuziosa
esplorazione degli oggetti della società dei consumi e dell'alone
magico che ne emana.
La maniacale propensione di Perec alla minuziosità
descrittiva trova terreno fertile nelle combinatorie
linguistiche dell'Oulipo. La sfida alle difficoltà tecniche, il
gusto del gioco e del virtuosismo, l'autoimposizione di regole arbitrarie
diventano occasione di inesauribile ricchezza inventiva.
Ne nascono opere quali La Disparition (1969),
un romanzo di 319 pagine che contiene, tra l'altro, la riscrittura lipogrammatica
di Brise marine di Mallarmé, in cui non ci sono parole
con la lettera «e» oppure Les reverentes (1972) di
127 pagine privo delle vocali a, i, o, u; Un homme qui dort (1967)
è scritto tutto alla seconda persona singolare, mentre il lavoro
teatrale L'Augmentation (1970) mette in scena come personaggi
cinque variazioni dello stesso ragionamento: come chiedere con successo
un aumento di stipendio.
Lo stesso gusto del gioco e della sfida lo si incontra
in La boutique obscure (1973), in W ou le souvenir de l'infance
(1975), in Je me souviens (1978) dove la minuziosa descrizione
di aspetti banali o stereotipi di propri sogni o di propri ricordi si
vena di parodia del genere intimistico.
Ma il lavoro più vasto e significativo di Perec
è La vie mode d'emploi (1978) nel quale il gusto per la
descrizione, il catalogo, la collezione diventa strumento di esplorazione
creativa della realtà.
Personalità eclettica oltre che scrittore e poeta,
Perec è stato saggista, traduttore, sceneggiatore ed esperto di
enigmistica e di cruciverba.
Nel 1996 è uscita la traduzione italiana di 53
giorni, il romanzo al quale Perec stava lavorando quando morì.
Les choses «una
storia degli anni Sessanta» che attraverso la storia di una coppia
di giovani pubblicitari riassume «l'epoca in cui l'Europa s'accorge
d'essere in “piena civiltà dei consumi” e della “cultura
di massa”»
| La vie mode d'emploi:
Il tema dell'intreccio e il modello formale |
|
Ogni capitolo del
romanzo è simile al frammento di un gigantesco puzzle di novantanove
pezzi. Ciascun frammento porta un'indicazione sugli inquilini di un palazzo
parigino della via Simon-Crubellier, immaginato senza facciata, in modo
da mostrare incastonato in un biquadrato di dieci per dieci il reticolo
delle stanze. Seguendo la successione del salto del cavallo, Perec si
muove su questa scacchiera, descrive ciascuna stanza, ne ricostruisce
gli oggetti, gli occupanti, di oggi e del passato, le loro vicende, le
aspirazioni, le fantasticherie.
A mano a mano i capitoli si dipanano, traspare dal mosaico
di frammenti, di cose, di persone, di vicende un meticoloso reticolo di
rimandi, di intersezioni, di richiami che con geometrico rigore, annodano
l'insieme delle vicende in un unico grande disegno, come le forme e i
colori del puzzle.
Melville
Herman Melville
(1819-1891), poeta e narratore statunitense, noto per la seducente
allegoria del Moby Dick.
Bartleby è il protagonista del racconto Bartleby,
the Scrivener (1853), che è comunemente interpretato
come esempio dell'alienazione nelle grandi metropoli. Probabilmete
sarebbe stato una fonte della Consistency, come esempio
della determinazione portata allo stato puro. |
Larbaud
Valéry Larbaud (1881-1957) scrittore
francese.
Barnabooth è il protagonista di A. D. Barnabooth.
Ses oeuvres complètes, c'esta-a-dire: un conte, ses poesies
et son journal intime (1913). In italiano: Barnabooth.
Giornale intimo. |
Perec, sornione, mimetizzato nel puzzle
gioca con il lettore, ne prevede le esitazioni, i dubbi, le incertezze,
lo inganna con i trabocchetti delle false piste e alla fine gli fa mancare
il centesimo frammento, il centesimo capitolo.
Il disegno rimane incompiuto...
| La
vie mode d'emploi: Il protagonista |
|
Tra le vicende narrate nel romanzo,
assume rilievo la storia di Perceval Bartlebooth, stravagante figura
di miliardario che richiama l'ostinata determinazione di Bartleby, lo
scrivano di Melville,
e la ricchezza del Barnabooth di Larbaud.
Il progetto attorno cui ruota la sua vita è
dipingere ad acquerello cinquecento porti di mare di tutti i continenti
del mondo, spedirli a un artigiano, che li trasforma in altrettanti
puzzle di settecentocinquanta pezzi, ricostruire i puzzle ed infine
cancellarli con un solvente, in modo da riottenere il foglio di carta
completamente bianco come in origine.
L'iniziativa non sarebbe stata lasciata al caso: una cronometrica
precisione, seguita con scrupolosa ritualità, scandisce le fasi
di realizzazione e di cancellazione degli acquerelli-puzzle. Un acquerello
ogni quindici giorni (tale era il tempo richiesto per la realizzazione)
sarebbe stato recapitato per vent'anni da ogni parte del mondo a Wincler,
che l'avrebbe trasformato in puzzle e nei venti anni successivi la ricostruzione
e la cancellazione di ogni puzzle con la stessa cadenza.
«Per sfuggire all'arbitrarietà dell'esistenza»,
all'inestricabile incoerenza della realtà, all'impossibilità
di esaurire la totalità del mondo e di catturare la vita, Bartlebooth,
ne isola un frammento e attraverso l'autoimposizione di regole rigorose,
porterà fino in fondo «un programma ristretto, sì,
ma intero, intatto, irriducibile».
|