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Dall'Indice analitico di Tra il cristallo e la fiamma
   Nouvelle critique; 67; 397
Nouvelle critique  

   Definizione con cui viene indicato quell'insieme di tendenze critiche, i cui primi saggi apparvero nella Francia dei primi anni Cinquanta, emerse da una pratica di lettura che si avvale dell'apporto delle diverse scienze umane e che evidenzia la rete di relazioni tra l'opera, l'autore, il contesto culturale, gli strumenti stilistici.


   La «nouvelle critique» non è una scuola, non si rifà a intendimenti comuni, a dichiarazioni programmatiche o a manifesti: è una modalità di lettura nata da chi, insoddisfatto della pratica tradizionale, ha applicato alla critica letteraria strumenti e risultati provenienti da altri campi delle scienze umane.
   Si venivano stabilendo in questo modo delle affinità tra studiosi che, pur appartenendo ad orizzonti assai disparati e a diversi orientamenti ideologici, abbandonavano le categorie del bello, del vero, del chiaro per porre un nuovo rapporto tra il critico e il testo, che, a seconda dell'area e dell'ideologia di provenienza, poteva essere orientato dalla sociologia, dall'antropologia, dalla psicanalisi, dalla linguistica o da «una delle grandi ideologie del momento» (Barthes) - l'esistenzialismo, il marxismo, lo strutturalismo - ma che in ogni caso poteva essere identificato da alcuni tratti comuni.
   Innanzi tutto nella genealogia. Nel modo di far critica di Proust, di Gide, di Valery, in certe riflessioni sulla letteratura di filosofi come Bachelard e Bataille, del saggista Blanchot, del romanista Spitzer che aprono la via a un rapporto di movimento tra critico e autore, per cui il testo critico fa da decantazione e da risonanza alla pluralità semantica del testo letterario, sono individuabili gli ascendenti comuni degli indirizzi della «nouvelle critique».
   E inoltre la pratica di una rigorosa erudizione, la capacità innovativa con cui vengono praticati generi tradizionali come il saggio o la monografia, la seduzione delle suggestioni costituiscono un connettivo riconosciuto anche da chi, legato alla critica accademica, non ha saputo apprezzarne il respiro, come il Picard
di Nouvelle critique ou nouvelle imposture.
   Nell'ambito della «nouvelle critique» sono individuabili alcuni filoni che pur non comparendo mai allo stato puro, poiché frequenti sono l'intreccio e l'interscambio di strumenti e modalità di lettura, servono ad evidenziare la metodologia che si ritiene prevalente.
   Critica tematica, critica esistenzialista, critica marxista, critica psicanalitica, critica stilistica, critica strutturalista, critica semiologica sono le qualificazioni più ricorrenti.