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Racconto realizzato
mediante sequenze di disegni in cui le battute compaiono in riquadri prevalentemente
a forma di nuvoletta.
Il fumetto - il fumetto moderno
perché la storia della narrazione per immagini si perde nelle caverne
del paleolitico - nasce alla fine dell'Ottocento come trovata dei magnati
dell'editoria americana per incrementare le vendite dei quotidiani.
Dalla prima tavola di Yellow
Kid disegnata nel 1895 da Richard F. Outcault, il fumetto conosce
una parabola in ascesa, che non verrà fermata nemmeno dall'affermarsi
di altre forme di comunicazione per immagini come cinema (con il quale
vive un rapporto simbiotico) o televisione.
Forma immediata di comunicazione, il racconto a fumetti
diventa terreno fertile per raggiungere l'eterogeneo mondo delle metropoli
americane, poco avvezzo alla parola scritta, ma anche spesso all'inglese
corretto. Non casualmente molti personaggi si trascinano inflessioni gergali,
come lo stesso Yellow Kid, che sovrappone cadenze tedesche su una rude
parlata portuale.
Se ben si adattano ad interpretare lo spirito euforico
di una società compiaciuta dei suoi successi, non per questo le
storie a fumetti si lasciano relegare al ruolo del banditore, perché
spesso colpiscono con ironica sagacia i costumi del tempo.
In ogni caso già negli anni '30 la caratterizzazione
è sempre più marcata e nascono veri e propri generi (dal
criminale al sentimentale, al fantascientifico, al satirico) e sottogeneri.
Il sistema dei ballons
non era entrato nell'uso
| Comics
I fumetti, chiamati “comics”
in inglese per il sapore per lo più umoristico delle
prime storielle, non diversamente, del resto, dai coevi
primi cortometraggi cinematografici. |
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In Italia i comics
americani fanno la loro prima timida apparizione su un giornale per ragazzi,
il «Corriere dei Piccoli».
Considerati un genere infimo dagli ambienti culturali
forti della loro tradizione letteraria, i fumetti vengono mutilati dei
ballons plebei e nobilitati da innocue strofette a rima baciata.
Si voleva mantenere l'aspetto giocoso ed immediato del fumetto per iniziare
le giovani generazioni al piacere e al gusto della poesia.
Negli anni Trenta, quando il racconto a strisce assume
una propria indipendenza con la comparsa dei primi albi a fumetti, i ballons
non saranno più tabù e cominceranno ad apparire prima da
spalla alle strofe e poi in assoluta autonomia.
| C'erano delle serie italiane |
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Da subito alle strisce
d'oltreoceano s'affiancano delle serie italiane.
Alla breve parabola di Bilbolbul (1909), un vispo negretto
dalle storie un po' terrificanti, seguono i vari personaggi scaturiti
dalla fantasia di Antonio Rubino. Del 1909 sono Quadratino e Nonna Geometria,
Pippotto e il caprone Barbacucco e Pierino.
Non appena il gioco inventivo si esaurisce, Rubino non
esita ad abbandonare i personaggi e a rimpiazzarli con altri sempre in
un tumultuoso avvicendamento.
Il clima di guerra, di Libia prima e poi del primo conflitto
mondiale, fa comparire personaggi politicizzati, in particolare Gian Saetta,
Nello e Schizzo di Attilio Mussino.
Ma è con il Signor Bonaventura che s'avvia la
serie dei grandi eroi del fumetto italiano. Negli anni Venti compariranno
Marmittone e Sor Pampurio e nei Trenta Pier Cloruro de' Lambicchi, Kit
Carson e la serie di Saturno contro la terra.
II fumetto negli anni
Trenta si impone in Italia come fenomeno di massa, ma continua ad essere
considerato un sottoprodotto e relegato nell'ambito dell'editoria per
ragazzi.
Per la sua nobilitazione occorre giungere agli anni
Sessanta quando, dopo vivaci polemiche che lo volevano diseducativo ed
immorale, compaiono alcune riviste specializzate che assurgono il fumetto
a dignità letteraria. In particolare la rivista «Linus»
(aprile 1965, firmata da Elio Vittorini, Umberto Eco,
Oreste del Buono) che inaugura la riflessione critica sul fenomeno fumetto
e propone strisce di qualità dei migliori autori stranieri e della
nascente scuola italiana.
Un fumetto italiano di qualità dalla graffiante
coloritura umoristica, icastico sberleffo di perbenismi, luoghi comuni,
pregiudizi ed opportunismi della vita privata o della politica o sagace
catalizzatore di angosce e nevrosi, diventa via via un fenomeno sempre
più diffuso fino a diventare un consueto appuntamento su quotidiani
e periodici e ai Chiappori, ai Pericoli e Pirella, ai Crepax degli anni
Sessanta si affianca una nutrita schiera di fumettisti.
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