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| Dall'Indice
analitico di Tra il cristallo e la fiamma:
Escher Maurits Cornelis; 27; 31; 46-47;
52; 120; 162; 340; 344; 387; 392; 452; 460; 466; 468; 542
- Cascata ; 479
- Convesso e concavo ; 169; 171
- Galleria di stampe ; 26; 386;
460; 468
- Mani che disegnano ; 461; 468 |
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Paradosso
Enunciato che attraverso
argomentazioni apparentemente corrette porta a una conclusione
in contraddizione con la comune esperienza. |
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Maurits Cornelis Escher
(1898-1971) grafico olandese autore di disegni, spesso ispirati a paradossi,
illusioni, doppi sensi, tra i più stimolanti di tutti i tempi.
L'opera di Escher consiste
in una serie di stampe di paesaggi soprattutto mediterranei e dell'Italia
Meridionale, realizzate prevalentemente prima del 1937 e da 70 opere di
ispirazione matematica prodotte successivamente.
L'interesse di Escher per le composizioni spaziali emerge
sin dalla prima produzione, dove l'aspetto strutturale del paesaggio già
prevale sull'elemento pittorico.
Quando poi, insofferente verso il fanatismo del regime
fascista, abbandona con la famiglia l'Italia, i cui paesaggi avevano ispirato
la sua prima produzione e torna a vivere nelle terre del Nord (prima in
Svizzera, poi in Belgio, infine nel 1941 nella sua terra d'Olanda) non
sono più i paesaggi, neanche gli assolati ambienti mediterranei
che rivedeva viaggiando su navi mercantili, ad ispirarlo.
La ricerca sulla divisione regolare del piano, curata
anche attraverso estenuanti studi sugli ornamenti moreschi dell'Alhambra
di Granada, porta Escher verso una strada inusitata e stimolante: dare
corpo alle «costruzioni intellettuali che possono essere espresse
e descritte solo in modo matematico». (Ernst)
Così Escher, che non aveva nessuna predisposizione
per interessi scientifico-matematici, si mette a dar corpo poetico ai
concetti di sopra, sotto, destra, sinistra, vicino, lontano, causa, effetto,
calandoli in un'atmosfera prospettica che li dimostra relativi ed intercambiabili.
Relatività, limiti, infinito, infinitesimi, cristalli,
mondi impossibili si trasformano nei suoi disegni da immagini mentali
in immagini fortemente concrete e suggestive.
La divisione regolare del piano, le simmetrie, le inusitate
fughe prospettiche delle litografie di Escher spingono fino in fondo l'esplorazione
delle possibilità della rappresentazione stessa.
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