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| Dall'Indice
analitico di Tra il cristallo e la fiamma:
ermetismo; 88; 92; 93; 417; 424;
514
alchimia; 27; 43; 44; 85; 87; 88; 90; 93- 95;
166; 167; 173; 176; 189; 359; 423; 511; 525
- puer senex ; 167;
445
cabala; 88; 94; 279
macrocosmo e microcosmo; 88; 93
neoplatonismo; 43; 88; 89; 93; 165
- rinascimentale; 89; 93;
423 |
| Ermetismo
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Ermetismo
| Filosofia
Ricerca mirante a una concezione complessiva
del sapere e del significato dell'esistere formulata in
termini razionali. |
| Gnosticismo
Complesso di sette filosofico-religiose
di grande diffusione tra il secondo e il terzo secolo,
caratterizzato da un forte sincretismo di filosofie e
religioni orientali, cementate dalla figura salvifica
di Cristo. |
| Ficino
Ficino Marsilio (1443-1499) filosofo, animatore del cenacolo
di dotti, noto come Accademia Platonica, centro di diffusione
del neoplatonismo rinascimentale.
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| La
sfiducia nella speculazione spinge verso la mistica |
| Il
corpo ermetico |
| Una
gnosi pessimistica e una gnosi ottimistica |
| Alchimia
Disciplina della tradizione
ermetica che consentiva al filosofo-artefice di elevarsi
spiritualmente fino a diventare partecipe della forza
creatrice divina. |
La fortuna dell'ermetismo nel
Rinascimento
| Neoplatonismo
rinascimentale
Il neoplatonismo rinascimentale
era un ricco amalgama di platonismo, di neoplatonismo,
di antiche filosofie esoteriche, Orfismo, pitagorismo
e, in particolare, l'ermetismo) e della cabbala nella
versione cristiana.
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| Platonismo
La filosofIa di Platone,
dei suoi seguaci immediati e di quanti a lui si ispirano. |
| Magia
Atteggiamento mentale
tendente ad esercitare un potere sull'uomo, sulla natura,
sul divino attraverso pratiche rituali. |
| Rinascimento
Il processo di rifioritura
della cultura e delle arti seguito alla riscoperta nel
secolo XV della classicità greco-romana. |
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Ermetismo dai cosiddetti “scritti ermetici” greci,
tradotti da Ficino,
che ebbero grande influsso sui pensatori del Rinascimento, che li ritenevano
espressione della sapienza egizia.
Fondendo tradizioni gnostiche
(dualismo spirito/materia, anima/corpo), giudaiche e di ispirazione
platonica,
l'ermetismo è un insieme non sistematico di regole pratiche e morali
e di tecniche iniziatiche di derivazione alchimistica,
nelle quali è essenziale il potere della magia
sulla natura e dell'influsso degli astri sul mondo naturale e umano.
| Misteri
Antichi culti esoterici
legati al ciclo delle stagioni che svilupparono dottrine
mistiche per la salvezza dell'anima.
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La sfiducia nella speculazione spinge verso la mistica |
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Nel II secolo d. c.
con l'apogeo della pax romana «le classi colte avevano
assorbito una cultura di tipo greco romano, basata sulle sette arti liberali»
(F. Yates, Giordano Bruno e la tradizione ermetica, p 16). La
carica indagatrice della filosofia greca si era però esaurita,
non avendo saputo compiere quel salto qualitativo verso la verifica sperimentale
delle ipotesi, che solo quindici secoli più tardi, partendo dalle
stesse premesse, il pensiero scientifico moderno riuscirà a compiere.
Non era venuto meno però il bisogno di certezze
e valori che dessero un senso all'esistenza, donde la crescente adesione
ai culti misterici
orientali (il culto di Iside, il culto di Mitra, il primitivo cristianesimo)
basati su una promessa di salvezza eterna, nonché il bisogno di
conoscenza della realtà, che non potendo essere soddisfatto dalla
ragione si volgeva verso l'intuizione, la magia, il misticismo. La filosofia
non era più un esercizio dialettico ma una gnosi, una conoscenza
intuitiva del divino e del significato del mondo, «alla quale era
necessario prepararsi attraverso una disciplina ascetica e un comportamento
religioso». Nella convinzione «che antichità fosse
sinonimo di santità e di purezza e che i più antichi filosofi
avessero una conoscenza degli dei di gran lunga superiore», diffuso
era il culto per tutto ciò che era remoto nel tempo o nello spazio:
pitagorici, magi persiani, astrologi caldei, vari culti orientali, con
particolare riguardo all'antica e misteriosa religione egiziana e ai suoi
sacerdoti dalle profonde conoscenze, dall'ascetica condotta, dalle pratiche
di magia.
In tale contesto si sviluppò sotto il nome di
Ermete Trismegisto una vasta letteratura in lingua greca: trattati filosofici
come il Corpus Hermeticum e l'Asclepius (Sermo perfectus
o Parola perfetta) e testi di astrologia, di alchimia, di magia.
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Non c'è
dubbio che queste opere debbano attribuirsi alla mano di diversi
autori sconosciuti, vissuti a distanza di considerevoli periodi
di tempo l'uno dal'altro. Persino i singoli trattati sono spesso
di carattere composito, e risultano costituiti da vari scritti
riuniti insieme. Di conseguenza, anche il loro contenuto è
quanto mai vario, e talvolta di carattere contraddittorio. Non
si può desumere da essi alcun sistema effettivamente coerente.
Né d'altra parte, erano preordinati a costituire un sistema
filosofico razionalmente elaborato. Si tratta, invece, di annotazioni
di anime individuali in cerca della rivelazione, ansiose di raggiungere
l'intuizione del divino, di poter conseguire la salvezza personale
e la gnosi senza l'aiuto di un Dio personale, di un Salvatore,
ma tramite un'apertura religiosa all'universo. È questa
apertura religiosa, questo loro carattere di documenti di un'esperienza
religiosa, a conferire agli Hermetica un'unità
della quale sono assolutamente privi, se considerati come un sistema
di pensiero. (Ivi, p. 35) |
| Una gnosi
pessimistica e una gnosi ottimistica |
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Le fonti di cui gli
autori si sono avvalsi sono assai varie; tuttavia i presupposti cosmologici
sono sempre astrologici anche quando non sono dichiarati: «il mondo
materiale è regolato dall'influenza delle stelle e dei sette pianeti,
i “Sette Governatori”, benché si possano individuare
due tipi di gnosi: una a carattere ottimistico e l'altra a carattere pessimistico.
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Per lo gnostico
pessimista (o dualista) il mondo della materia, profondamente penetrato
dall'influenza fatale delle stelle, è essenzialmente il male;
se ne deve fuggire mediante una condotta di vita ascetica che eviti,
nei limiti del possibile, ogni contatto con la materia, finché
l'anima illuminata non possa innalzarsi, attraverso le sfere dei
pianeti, spogliandosi nell'ascesa, del loro influsso maligno, alla
sua vera dimora, nel divino regno immateriale. Per lo gnostico ottimista,
al contrario, la materia è impregnata di divino, la terra
vive, si muove, per una vita divina, le stelle sono viventi animali
divini, il sole brucia di una forza divina, tutte le parti della
natura sono buone, perché sono tutte parti di Dio. |
| La fortuna dell'ermetismo
nel Rinascimento |
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Nel Rinascimento l'ermetismo
godette di grande seguito e prestigio. Il filosofo rinascimentale condivideva
l'opinione che antico significasse il meglio perché più
vicino alla fonte originaria di illuminazione della Mens divina.
Convinto che Ermete fosse contemporaneo di Mosè, e quindi vissuto
molto prima di Platone, che avrebbe tratto dall'Ermetismo la sua fonte
primaria, colpito dalle analogie con i testi sacri cristiani (era nota
la versione latina dell'Asclepius) e dallo stretto rapporto con
la filosofia platonica allora dominante, il filosofo rinascimentale riservò
alla letteratura ermetica un profondo timore reverenziale.
Quando intorno al 1460 un monaco sguinzagliato da Cosimo
de' Medici per raccogliere manoscritti porta a Firenze dalla Macedonia
il Corpus Hermeticum, Cosimo dà ordine a Ficino di soprassedere
alla traduzione delle opere di Platone, già raccolte, e di tradurre
immediatamente i manoscritti ermetici.
Ficino rilancia la tradizione ermetica imbarbarita durante
il medioevo, riportandola nella sua forma classica.
Ma come non si possono definire pagane le immagini degli
dei tramandate in forme barbariche nei manoscritti astrologici e riportate
al loro antico splendore dagli artisti rinascimentali, perché risentono
della pittura religiosa dei secoli precedenti, così la magia naturale
di Ficino non poteva restare una semplice arte magica, ma diventa essa
stessa, come la sua filosofia, una specie di religione e l'immagine di
Ermete Trismegisto viene assimilata alle figure sacre e può entrare
nel duomo di Siena (1480 circa).
Si svilupperanno quindi correnti orientate a dimostrare
la non contraddizione tra cristianesimo ed ermetismo, chi mantenendo,
chi escludendo la magia, ma riconoscendo comunque in Ermete un profeta
pagano di Cristo per le analogie con il cristianesimo presenti nella sua
dottrina.
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