Dall'Indice
analitico di Tra il cristallo e la fiamma:
combinatoria; 60; 64; 108;
111; 118; 179; 195; 204; 205; 207; 209; 257; 261; 282; 301;
319; 320; 322; 353; 395; 427; 478; 479; 487; 488; 497; 498;
504; 512; 522; 541; 552; 561; 572; 573; 574; 575; 577; 585;
592; 595 |
Studia le possibilità
di combinare in tutti i modi possibili degli elementi semplici
dati, secondo una regola prescritta.
Avvalendosi dei risultati della teoria dei grafi
e del calcolo delle probabilità diventa strumento operativo
per semplificare la soluzione di problemi pratici o teorici complessi.
Le origini dell'analisi
combinatoria risalgono a tempi antichi come dimostra il quadrato
magico della tradizione alchimistica
e l'ars lulliana,
ma è in tempi moderni che la combinatoria assume i contorni
di disciplina autonoma.
Uno studio sistematico dei metodi combinatori
è avviato dalla Dissertatio de arte combinatoria
di Leibniz
che unitamente all'Ars conjectandi di Jakob Bernouilli
sul calcolo delle probabilità ne pone le basi.
In tempi recenti l'introduzione della gestione
elettronica dei dati ha rinfocolato l'interesse per la combinatoria,
che ha conosciuto applicazioni anche al di fuori del suo tradizionale
ambito, ispirando interessanti soluzioni in campo artistico, come
quella di Xénakis
in musica e quelle di Queneau
e di Perec
in letteratura.
| Combinatoria
e letteratura |
|
L'impiego dei
metodi dell'analisi combinatoria alla narrativa ha dato i risultati
più maturi nell'ambito delle ricerche dello strutturalismo.
Non erano mancati in precedenza contributi anche
di rilievo, come la scomposizione della fiaba in unità
funzionali attuata da Propp,
ma è nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta con la definizione
di regole per l'analisi strutturale del racconto da parte di Barthes
e con i lavori di Queneau
e le creazioni dell'Oulipo
che l'applicazione di modelli matematici nella narrativa diventa
sistematica e l'analisi combinatoria, oltre che strumento di indagine
critica, incontrandosi anche con la ridefinizione del rapporto
tra chi narra, la materia narrata ed il lettore, diventa motivo
ispiratore.
D'altra parte i modelli matematici di Chomsky
applicati al linguaggio indicavano una matrice combinatoria negli
stessi sistemi linguistici che la grammatica generativa individua
in una serie di processi logici elementari identici in ogni sistema.
| Calvino
e la combinatoria |
|
Calvino è
stato particolarmente attratto dal richiamo della combinatoria
dimostrando sia l'acume del saggista, che la creatività
dello scrittore proteso a forgiarla nelle forme più varie,
culminate nell'esibizione degli stessi meccanismi combinatori
di Se una notte d'inverno un viaggiatore.
La combinatoria delle possibilità del
reale e la combinatoria dei possibili narrativi avevano già
conosciuto rispettivamente le volute delle Cosmicomiche
e i giochi di specchi del Castello dei destini incrociati,
ma forse, e lo stesso Calvino non lo nasconde,
è nelle Città invisibili che alla combinatoria
vengono aperti spazi di cristallina perfezione.
A differenza del Viaggiatore notturno,
in cui il labirinto delle soluzioni può accendere un vortice
turbinoso che trascina in una dimensione straniante, o del Castello
dove i vertici pure eccelsi della combinatoria sono costretti
- come nei giochi lipogrammatici di Perec - dall'arbitraria autolimitazione
(Cfr. A. Piacentini, Tra il cristallo e la fiamma, alla
voce “Contraintes”),
Le città aprono alla combinatoria la profondità
degli spazi senza limiti della fuga prospettica di un gioco di
specchi.
Nelle Città meccanismo combinatorio
e rigore razionale trasportati da «un tessuto verbale come
senza peso» (I. Calvino, Lezioni americane, p.
17) si fondono in rarefatta armonia e si caricano della forza
primigenia delle cosmogonie.
La combinatoria costituisce anche il substrato
delle Lezioni americane, dove assume la particolare forma
della combinatoria ricorsiva. (Cfr. A. Piacentini,
Tra il cristallo e la fiamma, p. 37-40)