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Apuleio L'Asino d'oro o Le Metamorfosi
Amore e Psiche

  Lucius Apuleius (125-170 ca) scrittore latino autore dell'Asino d'oro, l'unico romanzo in lingua latina giuntoci per intero.
  

   Nativo di Madaura in Numidia da nobile ed agiata famiglia compì studi retorici dapprima a Cartagine poi ad Atene, dove potè avvicinarsi alle filosofie platonica ed aristotelica, coltivare varie discipline scientifiche ed iniziarsi a un gran numero di culti misterici, che lo spinsero a compiere frequenti viaggi in Oriente.
   Cultore di arti magiche
e scienze occulte - nel 158 deve scagionarsi dall'accusa di stregoneria - irrequieto e curioso, mai sazio di conoscenze ed esperienze, peregrinò a lungo prima di concludere, onorato e famoso, la vita a Cartagine, lasciandone un riflesso nelle vicende di Lucio.

 

L'Asino d'oro o Le Metamorfosi

  Le Metamorfosi, più noto come L'asino d'oro di Apuleio, racconta le avventure di Lucio, trasformato in asino e ridiventato uomo, in un'altalena di digressioni e di favole milesie. Tra queste molto squisita ed assai nota è la novella di Amore e Psiche.

L'Asino d'oro: Il plot

    Lucio, rampollo di nobile famiglia greca si reca per affari in Tessaglia, terra di arti magiche, ospite del ricco usuraio Milone. Saputo che la moglie è una strega provetta, capace delle più straordinarie trasformazioni, più che mai smanioso di assistere a prodigi magici, convince Fotide, l'ancella con la quale trascorre amabilmente le notti, a sottrarre alla padrona un miracoloso unguento che trasforma in uccello. Lucio lo prova, ma, ahimè, l'ancella confonde le ampolle e Lucio si trasforma in asino.    Mancano in quel momento le rose per invertire la trasformazione e caso vuole che proprio quella notte una masnada di ladroni assalga la casa, portandosi via l'asino con il bottino.
   Comincia la triste sorte di Lucio-asino che incappa in un'infinità di traversie, fin quando, attenendosi alle prescrizioni della dea Iside, riacquista sembianze umane.
   Scontato l'errore della sua curiosità e sventatezza giovanili, Lucio può intraprendere la carriera di retore e sacerdote della dea.
   Dal suo triste passato Lucio ha tratto un grande vantaggio: protetto dalla pelle d'asino ha potuto contemplare da vicino gli uomini e le loro passioni.
   La figura di Lucio-asino, come osservatore non visto della vita altrui, l'originale impiego del cronotopo d'avventura, il realismo e le note di costume fanno dell'Asino d'oro un passaggio ineludibile nella storia della linea pluridiscorsiva del romanzo moderno. Ad esaltarne la sapidità si aggiunga la catena di emboitements che ne impreziosiscono l'intarsio a cominciare dalla favola di Amore e Psiche.


Amore e Psiche

   I toni squisiti e delicati della lunga novella di Amore e Psiche, sviluppano un intreccio parallelo e simmetrico alle avventure principali di Lucio, sia nella proposizione della serie colpa-pena-espiazione-felicità, che nell'allusione ai misteri di Iside.
   Venere, gelosa della straordinaria bellezza di Psiche che ne offusca il culto tra gli uomini, ordina al figlio Cupido di farla innamorare del più disgraziato essere della terra.
   Ma Cupido, invaghitosi della fanciulla, la trasporta in un palazzo meraviglioso dove ogni notte giace con lei, scomparendo prima delle luci dell'alba, intimandole di non voler mai tentare di vederlo, pena terribili sciagure.
   Istigata dalle perfide ed invidiose sorelle, Psiche una notte alza la lampada sul misterioso sposo addormentato, ma una stilla d'olio bollente caduta sulla spalla lo fa ridestare e dileguare. Psiche, affrontando terribili avventure, invano tenta di ricongiungersi allo sposo cercandolo in ogni dove, finché, assunta in cielo per l'intervento di Cupido che non poteva fare a meno della sua Psiche, convolerà a giuste nozze.