| |
I toni squisiti e delicati della lunga
novella di Amore e Psiche, sviluppano un intreccio parallelo
e simmetrico alle avventure principali di Lucio, sia nella proposizione
della serie colpa-pena-espiazione-felicità, che nell'allusione
ai misteri di Iside.
Venere, gelosa della
straordinaria bellezza di Psiche che ne offusca il culto tra gli uomini,
ordina al figlio Cupido di farla innamorare
del più disgraziato essere della terra.
Ma Cupido, invaghitosi della fanciulla, la trasporta
in un palazzo meraviglioso dove ogni notte giace con lei, scomparendo
prima delle luci dell'alba, intimandole di non voler mai tentare di
vederlo, pena terribili sciagure.
Istigata dalle perfide ed invidiose sorelle, Psiche
una notte alza la lampada sul misterioso sposo addormentato, ma una
stilla d'olio bollente caduta sulla spalla lo fa ridestare e dileguare.
Psiche, affrontando terribili avventure, invano tenta di ricongiungersi
allo sposo cercandolo in ogni dove, finché, assunta in cielo
per l'intervento di Cupido che non poteva fare a meno della sua Psiche,
convolerà a giuste nozze.
| Amore e Psiche:
I misteri di Iside |
L'edizione
della Rizzoli delle Metamorfosi (Bur, 1977) è introdotta
da un saggio di Reinhold Merkelbach, tendente ad evidenziare la relazione
dell'Asino d'oro con i misteri di Iside.
Riportiamo il commento relativo alla novella di
Amore e Psiche.
| |
A
metà del romanzo vi è la storia di Psiche e
Cupido; il nome dell'eroina lascia già trasparire il
significato mistico dell'episodio. Il racconto allude passo
per passo ai misteri di Iside
e ai suoi riti.
Psiche vuol dire «anima» e la
sorte di Psiche è esemplare per ogni anima umana. L'amante
di Psiche è Cupido (Eros); il nome egiziano è
Arpocrate, che è figlio di Iside.
Venere-Iside manda sulla terra Cupido da
Psiche affinché la colpisca con una delle sue frecce;
Cupido s'innamora della ragazza. Di nuovo un'immagine della
caduta del divino nella materia, da un lato; dall'altro, la
prova che la divinità (Eros) aiuta l'anima (Psiche)
a riprendere la via del ritorno verso la patria ultraterrena.
Le tappe di questo ritorno sono rappresentate dalle cerimonie
di iniziazione al culto di Iside.
Dapprima un oracolo chiama Psiche alle nozze
con Cupido; queste nozze vengono descritte come un atto di
morte. Le «nozze sante» sono una componente dei
riti di iniziazione; il Dio veniva rappresentato da un sacerdote.
L'appello all'iniziazione viene sempre emanato attraverso
un oracolo e un sogno. Nel rito la persona, così come
era in precedenza, muore. In tal modo l'iniziazione è
nel contempo matrimonio e morte.
Cupido chiede a Psiche
la discrezione assoluta verso le sorelle e Psiche giura. Tale
segretezza anche con i parenti più prossimi è
un obbligo per tutti coloro che entrano nella comunità
dei misteri. Le sorelle di Psiche simbolizzano i profani.
I veri parenti dei «misti»
sono i loro fratelli e sorelle di fede.
Ma Psiche viola il
giuramento e si lascia indurre dalle sorelle ad osservare
lo sposo di notte. La curiosità peccaminosa è
fatale a Psiche (come lo era stata per Lucio); il dio si separa
da lei. La missione di Psiche sarà da allora quella
di cercare lo sposo attraverso lunghe peregrinazioni.
La scena della lampada ha carattere misterico;
la visione del dio era una cerimonia dell'iniziazione. Ma
questa massima felicità era invero più di quanto
fosse consentito all'essere umano. Dopo l'iniziazione, il
«mista» deve ritornare nel mondo. Il resto della
sua vita sarà dedicato al servizio della divinità;
egli continuerà a cercare dio.
Quando Psiche è sola, si butta nel
fiume. Nel culto, a ciò corrisponde un bagno nel quale
tutti i peccati dell'uomo vengono lavati. Poi Psiche cerca
lo sposo. In tal modo il mito di Iside si ripete; la dea aveva
cercato Osiride, il marito deceduto, in tutto il mondo e infine
lo aveva trovato.
Le prove cui Psiche deve sottoporsi, rispecchiano
le prove dell'iniziando ai misteri. Solo in apparenza Venere
rivolge la propria collera contro Psiche; in realtà
le prove servono a rendere possibile la riunificazione di
Psiche con Cupido. Per l'iniziando ciò equivale al
livello più alto dell'iniziazione mistica.
In un primo tempo Psiche viene afferrata
per i capelli, viene schiaffeggiata e flagellata. Chi aspirava
all'iniziazione misterica doveva sopportare simili punizioni
corporee quale espiazione per gli errori commessi nella vita
passata e quale dimostrazione della ferrea volontà
di servire la dea anche a costo di grandi sacrifici.
Le prove diventano sempre più difficili;
le ultime sono le più impegnative. Psiche deve impadronirsi
della lana d'oro delle pecore del sole. Compito quasi irrealizzabile
che richiede un viaggio nell'aldilà: Psiche lo intraprende.
Nel culto, questi viaggi nell'aldilà vengono ripresi
attraverso scene allusive; anche Lucio vi accenna nell'XI
libro.
Nella prova successiva Psiche deve attingere
l'acqua della vita alla fonte dello Stige. La fonte dello
Stige risale al mito greco: essa è stata localizzata
ai confini meridionali dell'Egitto al di sopra di Siene (Assuan)
tra le rocce delle prime cateratte del Nilo. Nella geografia
semimitica degli Egiziani, colà nasce il Nilo, il fiume
di Osiride. Per poter attingere l'acqua sacra alla sorgente
molti seguaci di Iside hanno compiuto un lungo pellegrinaggio.
Ma nel culto ci si è spesso accontentati di attingere
l'acqua consacrata in un luogo al centro del tempio, altrimenti
inaccessibile. Nel mito egiziano, Iside si è servita
dell'acqua consacrata per rianimare il figlio Arpocrate mortalmente
malato. Psiche guarisce la ferita di Cupido con l'acqua lustrale.
Dunque sia lei sia ogni iniziando ai misteri di Iside ripetono
ciò che la dea aveva fatto una volta.
L'ultimo compito di Psiche è un vero
e proprio viaggio nel regno dei morti. Questo viaggio è
stato simbolicamente introdotto anche tra i riti dell'iniziazione
affinché il mista impari la via da seguire dopo la
morte. Psiche deve recare in un cofanetto l'unguento di Proserpina.
Questo cofanetto è noto nel culto dei misteri col nome
di «cista mystica». Numerosi penitenti dell'Averno
cercano di trattenere Psiche. Vi si trova anche il vegliardo
Ocno («l'Esitante») che nella vita ha rifiutato
l'iniziazione ed ora è costretto a caricare legna su
un asino dal quale essa continua a cadere; vi sono le vecchie
zitelle che hanno trascurato l'iniziazione ai misteri e le
nozze sante sulla terra e sono ora costrette a tessere in
eterno il loro abito da sposa; esse rappresentano i profani
e Psiche non può intrattenersi con loro.
Dopo di che Psiche deve passare davanti
a Cerbero, il cane infernale, al quale, per tranquillizzarlo,
porge una focaccia sacrificale. Anche l'iniziando ai misteri
doveva passare davanti a un cane simile.
Giunta di fronte a Proserpina, Psiche si
stende umilmente nella polvere - anche Proserpina è
un nome di Iside - e implora un pezzo di pane. Ma questo pane
ha qualcosa di particolare; si tratta del corpo di Osiride.
L'ingerimento di pane è una cena sacramentale, così
come è stata adottata nei misteri. Psiche riceve il
cofanetto da Proserpina e ritorna nel mondo superiore. Ma
pecca di nuovo per curiosità, apre il cofanetto e viene
colta da un sonno mortale. Sembra ora che Psiche sia veramente
morta, ma Cupido scende dal cielo e risveglia l'amante.
La scena è da un lato l'ammonimento
ad astenersi dalla curiosotà peccaminosa; dall'altro
essa riflette un rito dell'iniziazione ai misteri e cioè
l'apertura della «cista mystica». In esso venivano
probabilmente usati oli eterei che provocavano un'incoscienza
temporanea. La visione dell'oggetto sacro uccide, ma rende
nel contempo immortali. L'uomo vecchio è morto, l'uomo
nuovo può ascendere agli dei.
Cupido conduce la sua Psiche sull'Olimpo;
si festeggiano le nozze con danze e banchetti. Così
anche nei misteri, dopo la fine della cerimonia d'iniziazione,
il nuovo iniziato viene introdotto nella cerchia dei «misti»
simili agli dei, durante un banchetto con danze. (L.
Apuleio, Le metamorfosi
o L'asino d'oro, Introduzione
di R. Merkelbach, Bur, Milano 1977, pp. 8-11)
|
|